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L’arte del caos-pianificato

L’arte del caos-pianificato
Come lo studio può renderti un imprenditore e un leader creativo.

11 - 05 - 2015

Nel 2013, tre appassionati “shopper-students” del MIP hanno notato che le grandi piattaforme di e-shopping come Yoox e Selfridges offrivano un vasto catalogo di prodotti, un forte servizio post-vendita e la possibilità di poter fare shopping anche dopo gli orari di chiusura dei negozi, ma non gli elementi che rendono l’esperienza di shopping davvero positiva: il divertimento e i consigli. A loro parere: “Nell’e-shopping non c’era possibilità di poter replicare il vero piacere provato da un gruppo di ragazze che escono per un pomeriggio di shopping o che discutono su cosa indossare davanti ad un armadio pieno di vestiti”.


Questa loro intuizione gli ha portati alla creazione di Wardroba, una piattaforma di fashion e-commerce che combina l’e-shopping di marche emergenti e di designer originali all’interazione sociale e “chat”. La start up è una stella emergente nel settore dell’e-commerce in Italia, con circa 12 milioni di acquirenti ogni anno, e i tre ex studenti MIP Fulvio Catalano, Federico Della Bella e Luca Nardone sono pronti ad offrire consigli sulla base della loro recente esperienza. “Non è stato sempre così” ricordano gli startupper che, nonostante l’impegno 24 ore su 24, si accorsero che una buona idea non è paragonabile ad una valida fonte di business o quantomeno di profitto. “Ci servivano i contatti, le competenze di web-design e di logistica. Avevamo bisogno di interagire e gestire persone, facendole appassionare al nostro sogno. Ma più di ogni altra cosa, dovevamo crescere secondo un sistema di continui “tentativi ed errori”. La vera sfida, infatti, è replicare le dinamiche spontanee di una chiacchierata fra amici in un contesto digitale”.


La fase di “test”, come dimostrato, è uno degli ingredienti più importanti dietro ogni innovazione di successo, specialmente in un contesto digitale. “Dopo diversi anni di esperimenti e fasi di studio abbiamo realizzato che il processo di “tentativi ed errori”, alla base di ogni nuovo modello di business, non deve necessariamente essere massiccio e “time consuming”. Infatti può essere ingegnerizzato per poter diventare uno strumento stabile e ben pianificato di business development sistematico”, afferma Chiara Franzoni, Direttore del Master in Innovation and Entrepreneurship di MIP. In un periodo dove l’indice NASDAQ può fissare ogni giorno un nuovo primato storico e le grandi Società come General Electric ambiscono ad essere identificate come le start-up del 21esimo secolo, anche l’educazione manageriale e il praticantato offerto alle nuove leve si stanno evolvendo per poter fornire delle basi che permettano agli studenti di dare il meglio sin dalle prime esperienze lavorative. “Al MIP vediamo lo sviluppo di nuovi modelli di business come un processo di apprendimento pianificato con l’obiettivo di comprendere i bisogni del consumatore, capire come soddisfarlo e come ottenere un ritorno durante questo processo. Nonostante ogni nuovo modello di business sia diverso, vi è un ciclo di apprendimento ricorrente, e quindi che può essere insegnato, alla base di ogni nuova attività di business, un processo che può essere ri-utilizzato in contesti diversi.” In questi ultimi anni, i responsabili delle risorse umane che visitano i campus universitari per cercare nuovi talenti, sono sempre di più alla ricerca di professionisti capaci di gestire l’apparente caos dietro le fase di “design”, “test” e lancio di nuovi prodotti o servizi, e portare avanti nuovi progetti come se fosse routine piuttosto che eccezione.”


Fabio Ciarapica, head-hunter professionista del gruppo Praxi, afferma che la maggior parte delle aziende più affermate rispondono alla sfida della competizione globale riducendo le loro catene di produzione e di valore. “In questo scenario” continua “sono cruciali il contatto con il consumatore e comprendere il mercato. Infatti, le aziende vedono sempre più i propri dipendenti come business partner, intensificando le ricerche di personale con visioni del mercato più ampie e a lungo termine, a scapito di quelle figure capaci di gestire compiti specifici attribuiti a ruoli specifici”. Nel suo famoso bestseller “The Lean Startup”, Eric Ryes, ex startupper e attuale imprenditore presso l’Università di Harvard, prevede un futuro nel quale gli “Imprenditori Aziendali” avranno un ruolo primario nell’organizzazione di ogni grande azienda. Con l’evoluzione della domanda da parte di certe figure professionali, l’istruzione superiore si adatta per sopperire a queste richieste, infatti il segmento dei master specializzati in Innovation and Entrepreneurship ha avuto un aumento a 2 cifre negli ultimi 5 anni.
“Non è sempre facile per le università rispondere alle sfide del mondo del lavoro” dichiara Chiara Franzoni. “Fortunatamente, in queste circostanze, le competenze e l’ambiente innovativo che abbiamo maturato per anni al MIP di Milano ci hanno fornito un vantaggio competitivo. Abbiamo realizzato di possedere un’enorme potenziale da combinare con gli asset maturati per lungo tempo. La forza dei nostri programmi è basata su quattro pilastri: una Faculty con una passione genuina per l’innovazione e il “design-thinking”, uno tra i più ricchi network di aziende-università di tutta Europa, un metodo di studio basato sull’apprendimento sul campo e un “techy-campus”, dove gli studenti possono costantemente avvantaggiarsi di tecnologie avanzate quali la Stampa 3D, design avanzato, incubatori di startup e fonti di finanziamento di avviamento.”